DIDASCALIE

-di Lisa Bifulco – Una volta, all’incirca intorno la fine del 1900, un vecchio signore disse:

“Lodare e predicare la luce non serve a nulla se non c’è nessuno che possa vederla.

Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere.” – Carl Gustav Jung.

E’ da tenere presente che questo signore è stato uno psichiatra psicoanalista e antropologo svizzero. Quello che mi ha colpito è che la sua tecnica è chiamata anche “psicologia del profondo”.

Non c’è nulla di più profondo dei nostri riflessi. Fatti di luce e ombre.

Tutti oggi ci insegnano come deve essere il nostro FUORI, affinché chi ci guarda possa catalogarci quasi immediatamente.

E così, a poco a poco, dimentichiamo chi siamo NOI, NOI per davvero.

Non poco più di due giorni fa, una mia amica in lacrime mi disse che alla domanda del suo psicologo non seppe rispondere. La domanda era: “Quali sono i tuoi punti di forza e quali i tuoi punti deboli?”. In silenzio, anche pensandoci, non venne fuori nulla.

Sapete perché? Perché per troppo tempo ci è stato insegnato cosa dover essere.

E credendoci ci siamo noi stessi catalogati.

Il problema è che fortunatamente il nostro corpo parla. Ci parla, ci avvisa.

E se c’è qualcosa che non risuona con la luce che abbiamo dentro, in qualche modo, lo tira fuori.

E a volte, fa male.

Ma la nostra luce, è la sola verità.

Si deve imparare a vederla, riconoscerla, rispettarla e seguirla.

Ora, non so voi… ma era un vicolo buio e abbastanza fatiscente, questo qui, della foto, eppure, quel lampione lì, ha una bella luce dentro.

Il bello è che se sai VEDERE, non ti accorgi del tetro, ma di quel cuore riflesso sulla parete, dalla SUA luce.

Vicolo in quel di Santarcangelo-

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