DIDASCALIE

-di Lisa Bifulco –

Qualche tempo fa, passeggiavo con una bimba di sette anni mano nella mano, quando ad un certo punto, quasi all’improvviso mi porge questa domanda:

“Lisa, secondo te, qual’è la cosa più importante di tutte? La cosa più importante al mondo?”

Io le rispondo che una in mente ce l’avrei, ma prima di dirgliela sarei stata curiosa di sapere la sua.

Lei mi risponde: 

“Per me la felicità.. perché con la felicità addosso puoi fare un sacco di cose.. puoi fare.. TUTTO.

   Senza, tutto è più difficile.”

È quasi inutile aggiungere altro, quasi inutile rispondere qualcosa di meglio a quella bimba, che ancora oggi mi porge domande a cui lascio sia lei a rispondere. Che di risposte, inconsapevolmente, così facendo né da più lei a me.

Dove risiede questa pozione? Dove si acquista? Come si fa propria? Da dove viene?

Abbiamo un nome per ogni cosa, classifichiamo le cose che ci circondano, le tagghiamo togliendo la fantasia a chi le guarda.

E così le perdiamo, ci scivolano per mano, nel disperato tentativo di trattenerle.

La felicità arriva. Ti colpisce all’improvviso in un pomeriggio in cui eri troppo preso dal camminare guardandoti le estremità delle punta dei piedi. Arriva urlandoti contro o soffiandoti all’orecchio e pregandoti di essere ascoltata.

La scopri sul volto che delicato si piega a ricevere una carezza.

Nel gesto quotidiano di chi si presta a farti iniziare un nuovo giorno col sorriso.

La trovi, quando spensierata, canticchi un motivetto che ti porta lontani ricordi, vicino al cuore.

La insegui nella lettura vorace di un libro che ti sta appassionando.

La inghiotti mentre il gelato ti cola sulle mani.

La rubi, in quell’istante esatto, in qui socchiudi gli occhi, per rendere eterno un momento.

La felicità alla fine, è come l’acqua alla Pigna in Piazza Cavour..è lì per tutti, alla portata di tutti, scorre continuamente. Basta allungare una mano e bere.

-Foto:

Fine di una giornata a scuola con le bimbe dell’asilo svizzero di Rimini-

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