Aprile e uno scherzetto già  visto – la vera anomalia? i 26° nel periodo di Pasqua

La neve nella seconda metà  di aprile è una rarità  che scatena gli esperti. E, se unita ad un brusco calo della temperatura, rende l’evento quasi unico nel suo genere. Tutto previsto, peraltro. La fase di maltempo era stata anticipata e stavolta non si può urlare scandalizzati – come qualcuno ha già  fatto – al meteoterrorismo. Ci hanno preso, eccome.

“Da quando sono in vita – spiega il riminese Piergiorgio Cappelli, tanti anni di attività  lavorativa presso MeteoNetwork – l’unica precedente neve con accumulo di questo mese è stata il 7 aprile 2003: un temporale nevoso iniziato intorno alle ore alle 22 con accumulo di cm 2. Allora erano fiocchi svolazzanti… al mattino successivo la temperatura era scesa a -1,8 gradi ed il mare a +8 (oggi è a +15). Stavolta invece la neve è stata “tonda”, così è classificata nell’ambiente meteo per indicare una neve morbida che non ha niente a che vedere con la grandine”.

MeteoBellaria, invece, si pone una domanda diversa: dobbiamo considerare questa parentesi fredda fortemente anomala? E si dà  anchge una risposta:  No.
“O meglio – si legge nella pagina Facebook della stazione climatica – potrebbe esserla se consideriamo l’attuale decennio inaugurato nel 2011 durante il quale il mese di aprile era trascorso generalmente senza particolari “scossoni”, ma in precedenza non era affatto così, e nella seconda decade di aprile irruzioni fredde di una certa consistenza erano piuttosto frequenti.Non a caso in molte località  della regione i dati medi climatologici del trentennio 1961-1990, ma in parte anche del trentennio 1971-2000, mostrano una seconda decade di aprile durante la quale le temperature medie smettono di aumentare (come sarebbe da attendersi nella naturale evoluzione della primavera) o addirittura mostrano un leggero calo rispetto alla prima decade. Ciò perchè evidentemente le medie climatologiche conservano l’impronta di frequenti irruzioni fredde che in questo periodo della stagione si verificavano e che rappresentavano un temporaneo ritorno a condizioni para o simil invernali, anche se ovviamente di breve durata. E allora tornano alla mente, considerando solo quelle occorse nella seconda decade del mese per adeguarle al periodo attuale, le severe ondate di freddo del 20-22 aprile 1980; 19-20 aprile 1981; 14-15 aprile 1982; 14-15 aprile 1986 (molto intensa); 19-24 aprile 1991 (questa anche prolungata); 18-19 aprile 1992; 10-11 aprile 1994; 14-16 aprile 1995; 9-23 aprile 1997 (cattiva e promulgata salvo brevi pause); 14-16 aprile 1998; 14-22 aprile 2001; 11-12 aprile 2006; 12-13 aprile 2010. E qui la serie si interrompe poichè effettivamente dal 2011 in poi non si ebbero “botte” fredde quantomeno di rilievo, dimenticando pertanto che in passato questo periodo non era affatto al riparo da importanti ritorni di freddo. Quindi fase fredda anomala se fermiamo lo sguardo agli ultimi 6 anni; per nulla anomala ripensando al passato (anni 70-80-90 ma anche ben più indietro nel tempo); peraltro se l’evoluzione sarà  quella prospettata dagli NWP, quella attuale non sarà  nemmeno tra le più forti, anzi tutt’altro.  Un altro segno dei tempi che cambiano – si dice in conclusione – ed un monito sul fatto che la vera e seria anomalia erano i 26°C di temperatura massima della scorsa settimana”.

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