LE FERROVIE CHE NON CI SONO PIU’: LA RIMINI – SAN MARINO

– di Ugo E. Mariani

Già  dal 1901 i sammarinesi propugnavano un collegamento con l’Italia. Fino a quell’epoca difatti, stante la posizione orografica ed il territorio impervio che circonda la piccola ed antichissima repubblica, vi si poteva giungere solo tramite mulattiere.

Occorse però attendere il 26 Marzo 1927, data in cui fu stipulata dal segretario di stato conte Giuliano Gozi la convenzione italo-sammarinese.

Sia la sua costruzione che l’esercizio furono affidati alla Società  Veneto-Emiliana di Ferrovie e Tramvie (regio decreto 26 novembre n. 3092 convertito nella legge 8 luglio 1929, n. 1229). Il suo costo è sostenuto per intero dallo stato italiano. I lavori iniziarono il 3 dicembre 1928 impiegando 3000 operai e terminarono tre anni dopo. L’inaugurazione fu fatta il 12 giugno 1932 dal Ministro per le Comunicazioni del Regno d’Italia Costanzo Ciano (padre di Galeazzo, quindi consuocero di Benito Mussolini), con grande entusiasmo dei sammarinesi che per “scendere’ a Rimini ora avevano a disposizione un mezzo pubblico.

[Stralcio della prima pagina de “Il popolo Sammarinese” 12 Giugno 1932 Fonte: Pubblicazione “Il Popolo Sammarinese (12 Giugno 1932)” [Organo del Partito Fascista Sammarinese] C/o Biblioteca di Stato e Beni Librari]

I treni recavano i colori nazionali sammarinesi, cioè il bianco e l’azzurro.

La linea ferroviaria, a scartamento ridotto da 950 mm. e contrazione elettrica a 3000 volt a corrente continua, aveva una lunghezza complessiva di 32,040 km. di cui 19,810 in territorio sammarinese e 12,230 in territorio italiano. Per la costruzione vennero scavate diciassette gallerie, delle quali due erano elicoidali.

[Rappresentazione grafica della linea ferroviaria Rimini – San Marino Fonte: Pubblicazione “Ferrovia Elettrica | Rimini – San Marino” C/o Biblioteca di Stato e Beni Librari]

Furono costruiti anche tre viadotti, tre ponti, un sottopasso ed un cavalcavia. Per percorrerla interamente, comprese le relative fermate da Rimini a San Marino città  (643 metri s.l.m.), si impiegavano 53 minuti circa.

Era suddivisa in due tronchi:

– San Marino ‘“ Borgomaggiore ‘“ Serravalle;
– Serravalle ‘“ Dogana ‘“ Rimini.

La linea partiva dal binario 1 est della stazione di Rimini, proseguiva parallelamente alla linea Rimini ‘“ Ancona per svoltare a destra e giungere alla fermata di Rimini Marina, la più grande della linea e tutt’ora esistente in viale Pascoli. Essa si componeva di un fabbricato viaggiatori e dell’officina manutenzione rotabili. La rimessa per le motrici invece è stata abbattuta a causa dei gravi danni bellici subiti (oggi vi ha sede un vivaio).  Il ponte Mellini, smantellato dopo la chiusura della linea, costituiva il confine di stato.

[Treno in transito tra le due gallerie della elicoidale – San Marino Fonte: Pubblicazione “Rimini – San Marino in treno” [di Gian Guido Turchi] C/o Biblioteca di Stato e Beni Librari]

All’attraversamento della Via Flaminia, si trovava l’unico dei novantuno passaggi a livello, custodito da un casellante. Tutti gli altri o erano incustoditi o bloccati dai proprietari delle terre su cui passava il treno. Si giungeva quindi alla fermata di Cerasolo, poi Dogana e, dopo un percorso tortuoso superando un ponte sull’Ausa ed una galleria elicoidale, si giungeva a Serravalle. Dopo avere superato una galleria sotto la strada consolare Rimini ‘“ San Marino ed altre due gallerie, si giungeva a Domagnano ‘“ Montelupo, a Valdragone ed a Borgomaggiore.

Nell’adiacente attraversamento di un ponte metallico, si aveva la possibilità  di ammirare le bellezze paesaggistiche che il Montefeltro offriva agli occhi dei viaggiatori. Quindi si giungeva al capolinea. Il cavalcavia di Domagnano ed il viadotto di Bustrach furono smantellati negli anni sessanta per completare l’intervento di allargamento della superstrada Rimini – San Marino. Le quattro elettromotrici acquistate, realizzate da Carminati & Toselli, raggiungevano la velocità  di 65 km. orari.

Le carrozze viaggiatori erano di quattro tipologie:
– carrozza saloncino di prima classe realizzata per i capitani reggenti;
– carrozza mista I/III classe;
– carrozze di terza classe;
– carrozze miste terza classe
– bagagliaio.

Altrettanto dicasi per i carri:
– carri chiusi;
– carri a sponde alte;
– carri a sponde basse;
– carri a bilico.

La linea viene duramente colpita dal bombardamento di San Marino del 26 Giugno 1944 che le causò enormi danni, soprattutto nel tratto Valdragone ‘“ Domagnano. Dal 4 luglio dello stesso anno non ebbe più un servizio regolare.
L’ultima corsa è avvenuta nella notte tra i giorni 11 e 12 luglio 1944. Il treno era composto dalla elettromotrice e da due carrozze: una di prima ed una diterza classe.
Durante e dopo il passaggio della Linea Gotica, le gallerie furono usate come rifugio per gli sfollati. In quel periodo scoppiò un’epidemia di tifo e diverse carrozze furono adibite a ricovero dei malati.

Alcune delle gallerie esistenti sono state chiuse in quanto ritenute pericolose mentre altre sono state ristrutturate per permettere l’utilizzo pedonale e ciclabile.

Il tratto italiano fu completamente smantellato tra il 1958 ed il 1960. 

A San Marino, a scopo turistico e promozionale, invece furono attuati sia il ripristino di un breve tratto di circa ottocento metri includendovi la galleria Montale, sia il restauro di una locomotiva che lo percorre e di un vagone posizionato a Valdragone su di un viadotto. La catenaria fu rimessa in funzione con la tensione a corrente continua ridotta di 480 volt.

Si ebbero molte richieste di ripristino della linea a costi anche contenuti, ma fu preferita la costruzione di una superstrada.

Vicino al Palazzo Pubblico a San Marino vi è un plastico che mostra il percorso originario. Inoltre da Serravalle (parco La Iala) parte un sentiero pedonale e ciclabile di una decina di km. fino a Domagnano, adatto a tutti ed attrezzato anche per pic nic. Lungo il percorso si incontra una galleria che si attraversa, si incontrano punti in cui affiorano dal terreno i binari, i vecchi pali e si attraversano campi, laghetti e non mancano viste panoramiche del monte Titano.

[Stazione di San Marino Fonte: Pubblicazione “Rimini – San Marino in treno” [di Gian Guido Turchi] C/o Biblioteca di Stato e Beni Librari]

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