Le tele che ci raccontano una storia – A Santarcangelo la Stamperia Marchi: dal 1633 al servizio di tutti

– di Alexandra Morgano

Girovagando per le strade riminesi e per il suo lungomare oramai superequipaggiato, siamo abituati a trovarci intorno una moltitudine di bar all’ultimo grido, sale giochi, negozi di ogni genere per soddisfare tutte le necessità . Rimini, famosa per le sue spiagge attrezzatissime e la sua vita mondana, è divenuta, con il tempo, sempre di più una città  turistica, fino ad arrivare, a vivere ed essere 'turismo'.

Cameriere, cassiere, baristi, ristoratori, bagnini e tante altre sono le professioni che, al giorno d’oggi, popolano la nostra Ariminum. Ma prima che la nostra fiammeggiante città  diventasse turistica, qualcuno si è mai chiesto quali fossero i lavori che l’hanno resa ciò che è?

Quest’oggi, sarò lieta di accompagnarvi alla scoperta dei mestieri umilissimi che Rimini ospitava prima che si trasformasse in una città  così multitasking.

Per chi non ne fosse a conoscenza tantissimi mestieri antichissimi nacquero e si svilupparono sul nostro territorio riminese, che ne fece e ancora tuttora ne fa da culla. L’arte di intrecciare la paglia, ad esempio, mestiere, che si è sviluppato principalmente sulla nostra terra; un’arte vera e propria che sia poteva portare denaro in casa, sia poteva far risparmiare le famiglie in quanto la maggior parte del mobilio casalingo era home- made ottenuto dall’intreccio appunto della paglia. Un duro lavoro che sporcava le mani ma riempiva il cuore.

Chi non è poi, mai andato a fare una passeggiata lungo il Marecchia, immersi nella natura, fermandosi magari a immortalare il panorama? Qualche foto al fiume, qualche selfie con gli amici, senza essere a conoscenza che anni e anni addietro il nostro Marecchia (soprattutto verso il torrente dell’Ausa) veniva utilizzato come lavanderia naturale. Generazioni di donne  e donne utilizzavano il Marecchia per lavare i propri panni fino poi, farne addirittura un lavoro, un lavoro umile e faticoso, sì, ma che permetteva di portare qualche denaro a casa e contribuire alle diverse spese.

'Purtroppo’ però Rimini si è sviluppata e pian piano il lavoro manuale è stato sostituito da macchinari, sono entrate a far parte delle nostre case le lavatrici e altri mille macchine che ci aiutano a svolgere i diversi lavori casalinghi e non più rapidamente e con meno sforzo.

Ma avete mai passeggiato nei vicoli Santarcangiolesi? Nel suo splendido centro ricco di storia? Non molti notano e conoscono 'La Stamperia Marchi' di Santarcangelo.

La Stamperia Marchi nacque nel 1633 e da anni viene tramandata, da padre in figlio, la tradizione della stampa a mano su tela tramite diverse elaborazioni, curate in ogni dettaglio. All’interno della Stamperia, ancora tutt’oggi, si possono ammirare 'gli stampi in legno antichi', 'le tele stampate romagnole' il laboratorio, dove al suo interno si può ammirare il mangano (macchina, unica nel suo genere, costruita  nel 1633 come pressa primitiva e utilizzata per lisciare, stirare e dare il lustro alla tela, rendendola compatta) e un museo.In questa bottega, grazie al duro lavoro di chi ha contribuito a mantenere in vita quest’arte, vengono tuttora stampati completamente a mano, grembiuli , canovacci, tovaglie, asciugamani e tutto ciò che è corredo per la casa e non garantendo così qualità  e impeccabilità  e un lavoro totalmente unico.

Curiosi siamo andati a sbirciare questo incredibile lavoro e la maestosità  del mangano e il 'proprietario' ci ha guidato all’incredibile scoperta della storia di questa bottega.

'Questa bottega, nata nel 1633 e premiata a Rimini come 'Bottega antica’, ha come rarità  e punto di forza l’aver mantenuto inalterato il suo lavoro nel corso degli anni e l’aver tramandato quest’arte di generazione in generazione fino ad oggi. Il mangano è il focus centrale della bottega (costruito direttamente nel suo interno, in una stanza apposita per contenerlo anch’esso nel 1633) e del nostro lavoro, ed è l’ultimo rimasto intatto in tutta Europa. Il mangano è considerato uno dei documenti che ha segnato nella storia dell’umanità  il lavoro. Viene inventata, infatti,  una macchina in cui l’uomo non deve usare la forza, ma il peso stesso di una persona diventa la forza che serve per far funzionare il mangano (che grazie alla sua azione riesce ad alzare ben 55 kg). Viene utilizzato principalmente per stirare la stoffa in quanto la rende perfettamente liscia per la stampa. Chiunque vede il suo movimento rimane incredibilmente sorpreso, dai bambini agli anziani. L’uso di questa macchina è fondamentale, inoltre, perchè permette di  lavorare tutti i tipi di tessuti, da quelli più antichi ai più moderni. Il processo di stiratura, di un rotolo, richiedeva ad una donna il lavoro di quasi un inverno, mentre in questo modo il lavoro viene velocizzato e migliorato, garantendo così un prodotto ineguagliabile. Quando il tessuto è lavorato al mangano e quindi perfettamente stirato, si passa alla decorazione di quest’ultimo che avviene tramite degli stampi di legno, ovviamente intagliati a mano. Questi legni, che rappresentano la raccolta di arte decorativa della Romagna, sono antichissimi e risalgono al 1600.Vengono restaurati e incisi nuovamente per poter riproporre gli stessi motivi anche a distanza di 500 anni, direttamente da mio figlio. La fase successiva, quella della stampa, è assolutamente manuale: lo stampo viene impregnato di colore e poi poggiato sulla tela facendo un’adeguata pressione ma sempre ponendo grande attenzione e precisione. Viene principalmente utilizzato il color ruggine (derivante dal ferro), considerato inoltre il più antico e che deriverebbe addirittura dal periodo etrusco. Questo colore viene utilizzato in quanto resiste maggiormente, è più duraturo nel tempo, indelebile. Questa bottega è testimone di un artigianato che ha radici antiche. Non c’è mai un pezzo uguale all’altro, le tele raccontano una storia di giorni di lavoro manuale per poter ottenere alla fine una tela unica in tutti gli aspetti'.

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