RICOMINCIO DA ZERO Starks, cantante e produttore discografico, rilancia sé stesso e il rap underground

-di Daniele Olivieri – Ci sono due correnti di pensiero: c’è chi dice che la prima impressione è quella che conta e c’è chi dice che bisogna approfondire ben oltre, addirittura ignorare la prima impressione. Forse come per tante altre cose la virtù sta nel mezzo, ma dove risieda la ragione in questo caso ha poca importanza.

È facile immaginare uno studio di registrazione come una qualunque stanza dove si svolge un lavoro: un ufficio, quattro mura grigie, due microfoni e la lucina rossa “On air”. Lo studio di registrazione della Produzioni Estreme, con sede a San Marino, non è proprio così. E in questo caso, che la prima impressione conti o meno, mi ha stupito. 

Starks, fondatore della casa di produzione sopra citata, non è tipo da usare mezzi termini. Entrare nel suo studio significa entrare in casa sua. La stanza è carica di personalità, sembra cantare (e in effetti dall’angolo lo fa realmente), ha una piccola cabina insonorizzata, i muri sono ricoperti di poster, immagini e oggetti più o meno collegati al mondo della musica; la stanza grida: “benvenuti, io sono così, accomodatevi”. Un vero e proprio home studio, considerato anche che da una porta si accede proprio alle stanze personali della famiglia; un angolo dove il rapper e produttore Starks lavora, crea e chiude le porte al tempo. 

Conosciamolo meglio. Nasce a Savignano e dei primi anni della sua vita ci basterà conoscere un simpatico aneddoto: a nove anni si divertiva a mixare con un mangianastri, evidentemente un bambino dalle idee chiare. Acquista il suo primo Cd non per il tipo di musica che contiene, ma per la copertina: un teschio, una birra e un nome, Public Enemy. Il rap si fa strada nel suo animo. Successivamente rimane estasiato da un’esibizione: durante una tipica festa di paese (piada, salsiccia e Romagna mia), vede due ragazzi poco più grandi di lui in un angolo della piazza. Ballavano break dance su basi pop, probabilmente una prima manifestazione di quel moto alternativo e ribelle che presto avrebbe sconvolto anche i piccoli centri. La strada è decisa.

Inizia la sua carriera nel 1992, all’età di 18 anni. L’allora Dj Starks, entra in collaborazione con due persone, i suoi futuri soci, e dopo qualche mese nascono i Fronteretro. Il gruppo prende piede, si fa conoscere nell’ambiente underground romagnolo, da Bologna a Pesaro. Dopo una decina di anni il gruppo si scioglie per una serie di eventi sfortunati ed è forse questo il punto di svolta di Starks. All’inizio del millennio nuovo scrive i suoi primi pezzi, si fa conoscere come cantante e uno dei musicisti di Fronteretro rimane in società con lui; insieme fondano la Produzioni Estreme. Nel 2015 riesce a costituire assieme al suo attuale socio Small Hi-Fi un’etichetta indipendente, la Cryptonite Muzic, e da quel momento Starks inizia a concentrare i propri sforzi nel portare alla luce giovani talenti del hip hop/rap, aiutandoli a crescere nel modo giusto e a lanciarsi nel mondo che tempo addietro gli era stato così inviso: «Da un piccolo studio come questo, un home studio, stiamo cercando di creare ed espanderci in un mondo che comunque ci appartiene, perché ci siamo da tanto ed è giusto che ci rimaniamo. Cerchiamo di tirar su giovani rapper, cerchiamo di istruirli e dare loro un prodotto finito: un EP, un demo o un disco completo, dalla registrazione all’incisione, al sito, fino alla visibilità che serve sul web.» Ci tiene poi a sottolineare un aspetto importante: «Noi alla loro età non avevamo nessuno che ci dicesse come fare, anzi, abbiamo sempre pagato per gli studi che abbiamo utilizzato. Qui chi viene non paga, almeno fino a quando non ottiene i primi lavori nei locali.» Starks ha poi parlato di rispetto, una parola carica di significato di cui spesso si abusa. Lui è stato chiaro dicendo che molti giovani non hanno rispetto per il lavoro che si svolge lì dentro. Non propone un contratto ai ragazzi che vanno da lui, ma un aiuto per seguire la propria passione, e forse anche un semplice “grazie” prima di prendere e farsi cullare dalle braccia d’oro delle Major andrebbe bene come riconoscimento. Per esperienza personale, dice Starks, una buona parte dei giovani d’oggi si dimentica di cosa si è fatto per loro.

La passione per la musica è sempre stata forte e non gli è mancata negli anni. Da poco ha inciso il suo ultimo disco, Ricomincio da zero, una voce forte che affronta i temi attuali mantenendo lo stile old anni 90 che da sempre accompagna le sue produzioni. Il perché di questo titolo lo ha spiegato in poche parole: «Ricomincio da zero. Ho voluto resettare ciò che è stato, ciò non si è mai chiuso: il mio gruppo, l’etichetta indipendente che c’era e non c’era, ho voluto mandare al diavolo tutto e ricominciare.»

Starks è riuscito a fare della musica una passione e a creare per gli altri quella rampa di lancio che non ha mai avuto. Non gli interessa il successo né tanto meno la musica votata al commercialismo, preferisce le situazioni underground alla grande visibilità ed è convinto che l’hip hop abbia sempre qualcosa da dire, a modo suo e con i suoi temi. Sa che un buon pezzo è prima di tutto personale, possiede il carattere di chi lo scrive e che nessuno può permettersi di toglierti di bocca le parole che con tanta insistenza vuoi far uscire. Per quanto un brano stia sottoterra, se è forte si sentirà anche in superficie, e Starks sembra avere davvero tutte le carte necessarie per farsi sentire e per far sentire i giovani che condividono con lui l’energia trasmessa dalla musica. E questa è senz’altro una buonissima prima impressione.

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