“TORNA A SURRIENTO” DALLA FAMOSA CANZONE NASCE UN VIAGGIO INDIMENTICABILE

-di Michela Toto –

Una domenica di Maggio, quando il sole inizia a “premere” forte sulle nostre teste, quando le giornate iniziano ad allungarsi ,quando ci si inizia a svestire un po’ di più, ero a casa di mia nonna di domenica mattina.

L’atmosfera era: balcone della cucina aperto, tende svolazzanti e odore di ragù per tutta la casa, con radio Italia anni ’60…

Mentre mia nonna era intenta a tagliare a piccole fettine le carote per il ragù, in radio iniziano a trasmettere la canzone “Torna a Surriento”, mia nonna inizia a intonarla con gli occhi lucidi e un enorme sorriso stampato in volto, la guardo e le sorrido e curiosa le chiedo “Nonna come mai tutto questo entusiasmo?”. Lei sospirando mi dice che questa canzona le ricorda la sua gioventù, i primi amori, le prime albe fatte in spiaggia; inizia a descrivermi la penisola sorrentina come un luogo incantato fatto di colori, di odore di limone e amori estivi.

Non avevo mai visto mia nonna con occhi cosi grandi,cosi luminosi.

Durante la giornata mi faccio raccontare e descrivere un po’ dei luoghi, dei cibi di questo paradiso naturale.

Tornata a casa, la canzone napoletana continua a risuonarmi nella testa decido, allora, di curiosare un po’ e di partire alla volta della penisola.

1 Giugno, da Foggia prendo il bus che mi porta alla stazione di Napoli dove prendo l’aliscafo per Sorrento.

Durante il viaggio vengo bagnata dagli schizzi delle onde che si infrangono sulla prua,il sole picchia e sento sulla mia pelle l’umidità e la salsedine.

Arrivata nel porto di Marina piccola, a Sorrento vengo accolta da una cara amica sorrentina, che mi farà da guida turistica per tutto il mio soggiorno.

Dal porto di Marina piccola, prendiamo una scalinata che ci porta nella piazza della movida sorrentina con i due bar “Fauno” e “Sirenusa”.

Da qui proseguiamo nella piazza più importante, piazza “Lauro”, un lungo corso fatto di negozi costosi, ma non è questa la vera particolarità bensì “via San Cesareo”.

Questa strada è una piacevole passeggiata tra i negozietti che offrono i souvenirs caratteristici, come i pastori dipinti a mano, deliziosi carillon con intarsio sorrentino, vestiti ricamati a mano, limoncello, personaggi della tarantella (tipico ballo della zona).

Il primo giorno è stato un tour di spiagge: dai bagni Regina Giovanna, a Sorrento, alla spiaggia la Marinella a Sant’Agnello fino a Marina di Cassano,  Piano.

Dopo un’intera giornata in movimento,non vedevo l’ora di mangiare e rilassarmi un po’. Così la mia affidabile guida mi porta in uno dei migliori ristoranti “da Ninuccio e il suo Crocchè gigante” a Meta di Sorrento, dove oltre ad aver mangiato una pizza con una combinazione innovativa di ingredienti, ho assaggiato, apprezzato e mangiato più volte  anche la specialità di questo ristorante,  il ”Crocchè gigante”; una cena cosi non poteva non concludersi con un sorso di buon limoncello e del pan di spagna (Delizia)  ricoperto di crema al limone e all’interno panna e crema.

Il giorno dopo, ci spostiamo a sud del golfo, cioè in costiera Amalfitana. Ne sono rimasta incantata, era una giornata calda, di quelle torride, una di quelle da passare in spiaggia o in barca, da Sorrento raggiungiamo Positano in motorino; per tutta la strada percorsa, dopo ogni tornante c’era un panorama mozzafiato guardando in basso lungo i pendii una lunga distesa d’acqua cristallina, e di nuovo un altro tornante fatto di rocce e alberi cadenti, e ancora un nuovo e sorprendente paesaggio, con bancarelle con tetti fatti di legno e con intrecci di limoni.

Mi sentivo libera, per la velocità a cui andavamo, per  l’odore di mare e la salsedine che si era “appiccicata” addosso, per la grandezza e la maestosità della bellezza che la natura offre.

Dopo quasi un’ora di tornanti, vediamo tutta Positano con le sue casette caratteristiche e colorate che si arrampicano lungo la montagna, arriviamo in una delle spiagge,una piccola Cala dove non perdiamo occasione di farci un bagno rigenerante.

Immancabile è stato  un giro per i negozi dove ci sono tutti abiti o sandali moda Positano, dove non ho perso occasione di comprarmi un vistoso copricostume con disegnati  a mano  dei limoni gialli, simboli del posto.

Michela Toto

Il mio giro non poteva definirsi completo senza fare visita alla celebre Isola di Capri; un’isola fatta di bellezza, leggende e colori.

Da quando sono piccola ho l’idea di Capri, come un’Isola fatta di misteri e Sirene o amori romantici e impossibili, o ancora come un’isola dai colori bianco e azzurro con tende in pizzo svolazzanti dalle alte rupi da cui affacciarsi e ripetere la scena del “re leone” , o ancora un’isola fatta di perle eleganti e raffinate.

La mia lunga giornata inizia con un tuffo nel Bagni di Tiberio l’antica residenza sulla spiaggia dell’imperatore romano. Poi proseguo prendendo una barca che mi porta ai Faraglioni: immancabile il passaggio sotto l’arco. Si dice che tutte le coppie che si scambiano un bacio sotto l’arco resteranno insieme per sempre. A voi la scelta se baciare o meno il vostro partner! 

Poi dopo aver costeggiato Marina Piccola inizia un tratto particolarmente ricco di grotte come la Grotta dei Santi e la Grotta Verde, così chiamata per i riflessi d’acqua color smeraldo. Ed ecco che da lontano comincia ad apparire l’imponente profilo del 
Faro di Punta Carena, il secondo più grande d’Italia.

Dopo il Faro si ritorna sul lato nord dell’Isola di Capri, il più selvaggio e disabitato. Dove si trova la Grotta Azzurra,il suo blu  è dovuto a un secondo ingresso sottomarino che filtra la luce dai colori rossi. Così passano solo le cromie blu che riflettono sul fondale e danno alle acque la famosa tonalità.

È stato un weekend all’insegna dello stupore, l’Italia mi regala sempre gioia per gli occhi, e delizie per la mia gola.

Dato che le giornate si stanno allungando e il caldo inizia a farsi sentire, non vi resta che prendere un aliscafo e lasciarvi sorprendere.


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