Una finestra sull’Italia Alla scoperta della nostra Italia

di Michela Toto-

Questa rubrica nasce dalla voglia di renderci consapevoli del mondo che ci circonda, ma soprattutto consci del nostro paese e della nostra patria così ricca di storia, tradizioni e cultura.

La rubrica vuole essere una chiave per aprire le nostre menti e i nostri occhi su tutte le piccole cose che sono attorno a noi.

Come primo articolo su questa rivista ho dovuto sforzarmi molto, ho dovuto “frugare” nella grande libreria della mia mente, scorrere lungo i suoi numerosi scaffali, ricordando esperienze fatte dai luoghi più lontani ai più vicini, dalle avventure più entusiasmanti a quelle che non possono essere definite tali per la loro scarsa intensità emotiva, per arrivare a riflettere sui vari insegnamenti ricevuti in diversi luoghi del mondo; avrei potuto parlare di Foggia, la mia città natia; Alessandria, Ancona, Padova, città dove sono stata di recente ma poi ho capito…

Sì, ho capito su cosa avrei dovuto scrivere il mio primo articolo…

La stazione ferroviaria e i treni;

nei quali si concentrano il maggior numero di avventurieri, vorrei soffermarmi sugli “spiriti” dei vari viaggiatori che si ritrovano nelle stazioni dove vi è la vera essenza dell’uomo, c’è l’uomo “nudo” con le sue emozioni:

gioia nel rivedere qualcuno dopo tempo, dolore nel dover salutare un amico, nostalgia nel ripensare ad un luogo lontano, amore nel lasciare un figlio andare via e dispiegare le sue ali…

a volte diamo per scontato il tragitto, non capendo che molto spesso a fare un viaggio non è arrivare alla destinazione desiderata ma è il percorso, è l’aspettativa, è la volontà, è la forza, è la grinta con cui lo si fa a rendere la destinazione piacevole al nostro sguardo.

Non sono un’ottimo pilota, ecco perché la maggior parte dei miei viaggi hanno come fattore comune:

il treno, una serie di grandi “scatole di acciaio” legate tra di loro, che corrono rumorosamente l’una dietro l’altra, ma osservandole meglio, con gli occhi della curiosità viva, ci si rende conto che all’interno si nasconde un intreccio di anime, una tavolozza di colori, un aggroviglio di gomitoli di lana, uno stormo di colombe pronte a dispiegare il volo.

Dentro ogni singolo scompartimento, se lo si vuole, e se lo si osserva bene, si può trovare il mondo, tutto.

Durante i miei numerosi viaggi in treno ho avuto la possibilità di stare a contatto con questa realtà, ho incontrato persone interessanti ognuna delle quali, con la sua diversità, mi ha regalato un pezzetto di sé.

Ricordo, all’età di sedici anni, ero in viaggio di ritorno verso casa, scendevo da  Roma ed incontrai al posto accanto al mio un signore molto distinto, professore di storia e filosofia, che iniziò a parlarmi di un convegno che aveva avuto presso la Santa Sede il giorno precedente, mi parlò del valore dell’insegnante ai giorni nostri, di come possano forgiare l’anima di noi studenti, ma soprattutto mi fece aprire gli occhi sull’importanza della filosofia, dell’amore per la sapienza, di come questa ci permetta di immedesimarci nell’altro ed essere in qualche modo capaci di capirlo, di come ci faccia scoprire la nostra interiorità, di come ci apra la mente ad una logica tutta nuova nella risoluzione dei problemi, di come ci faccia apprezzare anche i momenti brutti della vita perché il meglio nasce proprio da lì.

Con il professore ho appreso il valore del metodo induttivo, cioè ho capito l’importanza del dettaglio.

È proprio da lì che si genera la conoscenza, capendo la più piccola nozione su un individuo si può arrivare a comprendere la popolazione tutta; come studiando la cultura di un piccolo paesino di montagna potremo arrivare a conoscere l’intero popolo italiano.

In un altro viaggio incontrai una mamma, assistente sociale, avvocato, ma soprattutto una Donna che mi parlò dei suoi numerosi studi all’estero e del suo amore per la scrittura, per la letteratura, per questa “solitudine affollata” (Machiavelli) che connette la nostra interiorità al cosmo.

Quando si scrive è come quando si sogna la nostra mente corre e cosi anche la nostra mano lungo una nuova pagina bianca. Mentre parlavamo ci soffermammo a guardare un vecchio e grande ponte fatto da grossi mattoni grigio-bianchi, a parer mio doveva essere abbattuto da lì a breve per la sua inagibilità, mentre la signora intervenne e con una visione completamente diversa dalla mia, iniziò

 a descriverlo con parole dolci paragonandolo ad un anziano signore, dall’aspetto fragile, ma dai valori ben saldi, proprio come il ponte fondato su degli archi forti e robusti. Da quella signora ho imparato che la poesia è ovunque, basta solo osservare meglio la meraviglia che ci è attorno.

Questa è la presentazione della mia rubrica, che attraverso il “turismo dell’esperienza”, vuole andare a fondo, scoprire, meravigliarsi ed apprezzare l’immagine della nostra penisola. In quest’articolo colgo l’occasione per invitare Voi lettori a partecipare a questo “lavoro” di ricerca di luoghi nascosti, di tradizioni, di cibi particolari… Per creare una collaborazione nel valorizzare ed amare il nostro Paese, son certa che la bellezza sia ovunque e insieme possiamo scovare tutti questi tesori d’inestimabile valore.

Perché la bellezza dell’Italia ..

È nei sapori,

è nei dettagli,

è passione travolgente ,

è rispetto per l’altro,

è l odore di cucinato per le vie della città di domenica mattina ,

è nei sapori inconfondibili,

è tradizione ,

è colore!

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