Abbandonare le sigarette e vivere di più. La dottoressa Pasotti: “Smettere di fumare è un obiettivo raggiungibile”

-di Daniele Olivieri –

Esiste un dato spaventoso e certo, ovvero che ogni anno nel mondo 1,5 milioni di persone muoiono di tumore ai polmoni. La principale causa dell’insorgenza di quella che viene considerata una condanna più che una malattia è la sigaretta,un oggetto semplice, un cilindretto di carta contenente nicotina, tabacco e altre 4500 sostanze nocive e irritanti, di cui almeno 70 cancerogene, come benzopirene, arsenico, monossido di carbonio e polonio radioattivo. Alcune di queste sono aggiunte in fase di produzione, altre si sprigionano dalla combustione del tabacco. Veleni che ogni fumatore trasporta coscientemente nei propri polmoni più volte al giorno, ogni giorno. Ciò che spaventa realmente di questo dato è che non è isolato, bensì il primo di una lunga lista di dati relativi all’insorgenza di vari tipi di tumore (intestino, stomaco, cute) e altre malattie come la BPCO, bronchite cronica ostruttiva, quarta causa di morte al mondo. A tenere costante il numero di casi di tali malattie ci pensa sempre lei, la sigaretta. A questo punto incuriosisce – o ancora spaventa? – sapere che il tumore ai polmoni è la prima causa di morte evitabile. Evitabile, come? A spiegarlo la dottoressa Fabiola Pasotti, che ha fortemente voluto raccontarci la sua esperienza di medico impegnato nella campagna di prevenzione e cura della dipendenza dal fumo.

Conosciamo il nemico. Come agisce su di noi il fumo di sigaretta?

“Ogni sigaretta contiene sostanze cancerogene e nicotina. Quest’ultima è responsabile della dipendenza, raggiunge il cervello in meno di dieci secondi e si posiziona su dei recettori del sistema del piacere, provocando il rilascio di dopamina e quindi sensazioni appaganti e piacevoli. Se la nicotina può portare delle complicazioni a livello cardiovascolare fino a provocare infarto e ictus,  il fumo dato dalla combustione delle citate sostanze cancerogene e dalla successiva aspirazione non è certo meno pericoloso. Il fumo crea delle mutazioni del DNA e un danneggiamento delle cellule interessate. Normalmente le cellule alterate sono capaci di “autodistruggersi”, ma la mutazione blocca questo processo di salvaguardia e porta così nel tempo alla formazione di masse tumorali.”

Dunque anche il fumo passivo è altrettanto dannoso?

“Sì e no. Per quanto riguarda l’insorgenza di tumori è necessaria l’aspirazione diretta dei fumi tossici, anche se inalarli e basta non è certo una garanzia di prevenzione. Invece sono frequenti i casi di soggetti non fumatori che da adulti hanno sintomi come difficoltà respiratoria e tosse cronica, nei quali poi si evidenzia un’ostruzione delle vie aeree. Quando chiediamo loro se in famiglia hanno avuto qualche fumatore la risposta è spesso affermativa.”

Quali sono ad oggi i metodi per riuscire a smettere di fumare?

“Esistono i cerotti e le cicche alla nicotina, che sostituiscono la sigaretta, ma non annullano la dipendenza e gli effetti collaterali della nicotina. Poi c’è la sigaretta elettronica, che non è molto efficace in quanto non emula la gestualità del fumare, fattore comportamentale di estrema rilevanza, e perciò difficilmente riesce a sostituire totalmente il consumo di sigarette, anche se c’è chi è riuscito a smettere comunque. Infine ci sono alcuni psicofarmaci che possono essere prescritti. Negli ultimi anni sono stati fatti dei progressi scientifici e oggi abbiamo un farmaco (il nome del farmaco non viene riportato per motivi d’immagine, ndr) che sta dando ottimi risultati. Agisce come la nicotina e la sostituisce, impedendole di interagire con i propri recettori e riducendo così i sintomi da astinenza e il desiderio di fumare. Spesso prescrivo questo farmaco. Va assunto in dosi crescenti per due, quattro settimane, riducendo gradualmente il consumo di sigarette giornaliero fino a smettere, poi si continua ad assumere il farmaco fino a un totale di tre mesi, o sei mesi nei casi più difficili. Detta così sembra una passeggiata, ma in realtà è molto importante che il paziente venga seguito dal medico con colloqui settimanali e che accetti il supporto di uno psicologo, in modo da monitorare la pressione psicologica a cui si è sottoposti quando si cerca di smettere di fumare. Inoltre non lo consiglio a chi assume già altri psicofarmaci; in quel caso meglio virare su cerotti e cicche.”

Perché è così difficile smettere di fumare e quali consigli ha per chi vuole provarci?

“Il fumo, come altre dipendenze, è una specie di “auto cura”, essendo un forte antidepressivo e un attivatore cerebrale. Per stare al passo con uno stile di vita che esaspera sempre di più la perfezione, la competitività e la qualità degli standard sul lavoro occorre essere vigili e attenti e questo è proprio l’effetto della sigaretta. Poi ci sono i fattori sociali, sempre più spesso si inizia a fumare da giovani per apparire, per sentirsi al pari degli altri; quando questa necessità svanisce con l’età l’abitudine è già radicata. In più crea dipendenza, se si prova a smettere ci si sente subito più deboli, tristi, nervosi e non si trovano le forze per continuare a farne a meno. Per questo è difficile smettere. È importante dunque seguire una terapia che porti gradualmente ad abbandonare il fumo, anche se il consiglio migliore rimane sempre quello di non iniziare mai. Il nostro ciclo sonno-veglia è perfettamente regolato per fornirci tutte le energie di cui necessitiamo e non dobbiamo pretendere di più.  Io consiglio, oltre a chiedere il parere e l’aiuto del medico, di spezzare i rituali legati alla sigaretta, ad esempio la famosa sigaretta-caffè, provare a bere acqua a piccoli sorsi quando si ha voglia di fumare o tenere in bocca un bastoncino di liquirizia. È chiaro che difficilmente questi accorgimenti possono bastare, ma sarebbero già un inizio.”

Possiamo in conclusione dire che smettere di fumare si potrebbe e si dovrebbe?

“Io direi che si può e si deve. Si deve smettere perché sappiamo quali sono i danni irreparabili provocati dal fumo di sigaretta e perché le conoscenze sono aumentate. Inoltre sappiamo anche quali siano gli immediati effetti benefici che si ottengono superando la dipendenza. Ci si sente subito più allegri e sicuri di sé, migliora il fiato e la resistenza fisica, si perde l’odore acre del fumo sui vestiti, nei capelli e l’alito non puzza più. Ci sono molte possibilità, il medico e lo psicologo hanno gli strumenti per sostenere e aiutare il paziente in maniera efficace durante tutto il ciclo di guarigione. In pratica, si deve smettere perché non ha senso continuare a farsi del male.”


SHARE IT: